Urbino – 21 e 22 settembre 2019

Per la sua 3°edizione SUAVE ADVENTURE RALLY cresce e e propone due giornate di navigazione con la partenza da Piazza del Rinascimento, tra il Duomo e il Palazzo Ducale di Urbino.
Dal cuore di di questa città rinascimentale patrimonio UNESCO, si parte alla scoperta delle vette del Montefeltro.
Il percorso, è in pieno stile “Bisonti” con asfalto quasi nullo, dedicato alle moto bicilindriche e pensato per offrire spettacolo agli occhi: caratterizzato soprattutto da panorami mozzafiato, strade bianche molto scorrevoli che possono essere percorse senza alcun problema anche in compagnia di un passeggero.

“Dedicato” non significa che è riservato alle sole moto “grosse”: ognuno di noi ha scelto la propria moto e ogni occasione è buona per usarla: chiunque avesse voglia di partecipare con enduro specialistiche, da regolarità o moto alpinismo, è benvenuto!
La miriade di incroci che incontreremo renderanno il percorso molto navigato , ottimo per chi vuole avvicinarsi alla navigazione su road-book.

Come ogni manifestazione di questo calendario 2019, lo svolgimento del rally non è competitivo e aperto alle sole moto.
Il percorso è navigato su roadbook cartaceo o a scelta del partecipante, su Traccia Gps.

programma

Per entrambe le giornate il giro sarà ad anello, partenza ed arrivo avverranno nella prestigiosissima cornice del centro storico di Urbino.

SABATO 21 settembre
La prima tappa ha uno sviluppo di circa 200 km: si snoda sulle affascinanti colline marchigiane, passa per i Monti delle Cesane, attraversa il fiume Metauro (teatro di uno degli scontri che decise il futuro di Roma nella seconda Guerra Punica tra Cartaginesi e Romani), passa all’interno del Parco Nazionale della Gola del Furlo in tutta la sua estensione (inclusi monte Pietralata e Monte Paganuccio) quindi il tracciato sale a quota 1600 s.l.m. dove scopre paesaggi infiniti dalla cima del Monte Nerone.
Rientreremo ad Urbino  attraversando le strade sterrate di  Montiego e Montesoffio.

DOMENICA 22 settembre
La seconda tappa è più corta (circa 130km) conduce verso il confine Umbro, Toscano e Romagnolo  per attraversare le meravigliose strade sterrate sull’Alpe della Luna: un giro mozzafiato per chi ama la natura incontaminata.

iscrizione

sabato e domenica: € 170,00 (passeggero 60,00)
solo sabato: € 110,00 (passeggero 40,00)
solo domenica € 80,00 (passeggero 40,00)

La quota d’iscrizione comprende sempre

  • busta di benvenuto
  • road-book o traccia .gpx
  • tessera UISP tipo D
  • assicurazione
  • ristoro e cena di sabato
  • spuntino e pranzo di domenica

contatti

Moto Club One Power Racing
email: suaveadventure@gmail.com
facebook: Suave Adventure

telefono e WhatsApp
334 770 3457 (Gianluca)

ospitalità

La scelta sull’ospitalità è libera ed autonoma nella prenotazione

La base di Suave Adventure sarà nel Complesso Turistico Alberghiero Hotel Tortorina
Via Ottaviano Petrucci, 4, 61029 Urbino PU – Tel 0722 322637
www.hotel-tortorina.itinfo@hotel-tortorina.it

La struttura propone ai partecipanti dei prezzi convenzionati:
€ 80,00 per la tripla, € 60,00 per la doppia o matrimoniale, €40 per la singola ed offre un ampio parcheggio gratuito per furgoni e carrelli.

storie e leggende

Il Monte Nerone

Il nome celebra il console romano Claudio Nerone, che con il Console Salinatore, proprio sul monte che ne prende il nome, fu lo stratega che decise le sorti di Roma annientando le armate cartaginesi di Asdrubale, fratello di Annibale, nel  207 a.C. durante la seconda Guerra Punica.

La leggenda dell’Alpe della Luna

Nel Medioevo  i signori di Badia Tedalda, i Conti di Montedoglio e di Chiusi, ogni tanto si recavano a Badia Tedalda e davano delle feste alle quali invitavano i signorotti dei castelli vicini.
In una di queste occasioni il giovane conte Manfredi di Montedoglio conobbe Rosalia, figlia del signore e podestà di Colcellalto, che a quei tempi era Comune. Il giovane cavaliere, conosciuta la damigella, se ne innamorò perdutamente ed ella lo ricambiò di una amore ardente, pari al suo. Logicamente i Montedoglio non approvarono mai questo amore; chiusi nella loro austera nobiltà non avrebbero permesso che un loro rampollo sposasse una nobiluccia di campagna .

Dopo questo incontro con la bella Rosalia le visite del giovane Conte divennero sempre più frequenti. Con la scusa di esaminare il possesso di Badia Tedalda, egli invece andava a Colcellalto dalla sua innamorata. Nelle sere di luna piena, mentre i due giovani stavano sul balcone a sussurrarsi frasi d’amore come tutti gli innamorati, Rosalia diceva: “Vedete, messere, quando la luna sembra appoggiata all’alpe, è come se si potesse toccarla, e se riuscisse potrebbe chiedere ciò che vuole ed essere esaudito. Inoltre raccontano i vecchi che sull’Alpe ci sono immensi tesori, ma nessuno e mai riuscito a toccare la luna e a prendere i tesori. Qualcuno è andato senza tornare, perchè l’Alpe è della luna che uccide chi osa avvicinarsi “.
La fanciulla tanto parlò al suo innamorato dei misteri e dei tesori dell’Alpe della Luna che lui, pur essendo superstizioso come tutti a quel tempo, penso di andare sull’Alpe per toccare la Luna e impossessarsi del favoloso tesoro. Una bella mattina di maggio il giovane conte disse a Rosalia: “vado sull’Alpe a toccare la luna e a prendere i tesori che ci sono e quando tornerò saremo tanto ricchi che nessuno potrà più ostacolare il nostro matrimonio”. La giovane, che oltre ad essere molto bella era anche molto coraggiosa, volle a tutti i costi accompagnare il suo innamorato nella sua avventura.
A nulla valsero le preghiere e le minacce del padre: sellati i due cavalli, partirono alla volta dell’Alpe. E nessuno li ha mai più visti ritornare.

Alcuni secoli fa, i carbonai e i boscaioli che costruivano le loro capanne nei boschi , in prossimità dell’Alpe , raccontavano che nelle notti di Plenilunio udivano il galoppo di due cavalli e vedevano due ombre vicine con le mani protese in alto, nel tentativo di toccare la luna. Altri dicevano, ed hanno continuato a dire per molti anni, di aver visto al chiaro di luna le ombre abbracciate dei due innamorati.

Le leggende, anche se si sa, sono frutto della fantasia popolare, hanno sempre un qualcosa di reale e circondano i luoghi ove esse hanno avuto origine di un fascino arcano il cui mistero avvince e commuove.